itinerari

Dal mare alla collina, un itinerario pieno di sorprese e tesori

Da piazza Martiri della Libertà (Palazzo del Comune) si attraversa il centro storico e se ne esce sfiorando la base del castello. Si risale lungo il versante orientale della collina del Trabocchetto, prima per il Parco Offenburg, e poi per strade comunali fino a trovare l’imbocco del sentiero della croce. Un tratto in mezzo ad una foltissima zona di macchia e si sbuca ai piedi della croce del Trabocchetto, con un’ottima visuale panoramica. Da qui la strada comunale conduce sulla sommità della Rocca delle Fene, toccando la Cà de Vacche e la vasca dell’acquedotto. Si ridiscende per la panoramicissima via Piave, sul versante opposto della collina.

Durante il percorso cosa succede?

  • Puoi arrivare ai piedi della croce del Trabocchetto famosa per il miracolo di San Nicolò
  • Puoi incontrare, con un po’ di fortuna, cinghiali, daini, poiane, pernici, tassi e animali della macchia mediterranea
  • Puoi contare almeno sei specie di orchidee diverse, se ci vai al momento giusto e se prometti di non raccoglierle
  • Puoi assaggiare corbezzoli, prugnoli, bacche di rosa canina, di lentisco, di ginepro, erbe mangerecce. E anche fichi… se il contadino non ti vede!
  • Puoi vedere una cava di marmo rosa di Pietra Ligure e impratichirti con alcune nozioni geologiche,
  • Puoi scoprire da dove arriva l’acqua dell’acquedotto di Pietra Ligure
  • Puoi passeggiare, senza accorgertene, dentro un villaggio dell’età del ferro e su una spiaggia di cinque milioni di anni fa (più o meno)
  • Puoi imparare a distinguere le olive colombaie dalle olive taggiasche
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Quattro passi in centro

La “pietra” (a Pria) che dà il nome alla cittadina è lo spuntone di roccia sovrastato dal castello che nell’antichità doveva sembrare ancora più imponente, quando qui si infrangevano le onde del mare. Il centro storico si è sviluppato proprio a ridosso del Castrum Petrae, eretto in una posizione strategica, scelta già dai romani per controllare la via Aurelia sottostante. Il castello fu baluardo bizantino a difesa dei longobardi, poi possedimento dei Vescovi di Albenga sino a quando, nel XIV secolo, fu ceduto alla Repubblica di Genova, da sempre in competizione con il vicino Marchesato dei Del Carretto del Finale.
Lasciandoci alle spalle il moderno Teatro Cinema Comunale, intitolato a Guido Moretti, Maestro della Filarmonica più antica d’Italia (1518), ci addentriamo nel Borgo Vecchio, sorto in epoca feudale, che ancora conserva i cinque caruggi paralleli intersecati qua e là da pittoreschi vicoletti.
Si passa sotto l’archivolto dove una targa in pietra rosa con l’ammonizione ”è proibito il passaggio dei carri e dei cavalli ferrati” ci riporta indietro nel tempo. Ci sovrasta Palazzo Leale Franchelli con i suoi splendidi soffitti affrescati.
La Porta di S. Caterina è l’unica rimasta intatta delle porte che delimitavano il borgo medievale. Alla Santa era dedicata la prima chiesa di Pietra, che sorgeva al di fuori delle mura, ma di essa non resta traccia, in quanto fu rasa al suolo nel 1860 per far posto alla linea ferroviaria.
Percorriamo via Rocca Crovara per raggiungere Piazza La Pietra, detta Piazza Vecchia, dove sorge la Chiesa Madre o Oratorio dei Bianchi, l’antica parrocchiale del IX secolo dedicata a San Nicolò. Sul campanile si conserva la campana che secondo la leggenda suonò miracolosamente nel 1525 per mano di San Nicolò, annunciando la fine della terribile epidemia di peste.

I caruggi che si affacciano sulla piazza sono ricchi di colorati negozietti e diventano ancor più incantevoli quando sono addobbati a festa. I loro curiosi nomi dialettali che leggiamo sulle targhe, sono quelli ancora utilizzati dai Pietresi. Il caruggio Guerso è “orbo” perché al suo sbocco si ha di fronte il muro della chiesa, il caruggio di Furni è impregnato dal profumo della focaccia appena sfornata, i “quattru canti” sono i quattro quartieri: u Fossu, a Nunsià, l’Aietta e a Ciassa Veggia.
Se imbocchiamo via Ugo Foscolo (il poeta passò di qui e una delle “Ultime Lettere di Jacopo Ortis” è ambientata a Pietra Ligure) o via Vittorio Veneto, ci ritroviamo nella piazza dove si affaccia Palazzo Golli, il Municipio, con un bel portale di ingresso in pietra del Finale del XV secolo. I medaglioni risalgono all’epoca romana (II secolo) e raffigurano l’imperatore Antonino Pio e la moglie Faustina.
Percorriamo via Regina per scoprire la Chiesa dell’Annunziata con la sua facciata a strisce. È sede della Confraternita di Santa Caterina e dei preziosi crocifissi lignei che vengono orgogliosamente portati nelle processioni. Risale al XV secolo e conserva al suo interno pregevoli dipinti della scuola genovese. Qui soggiornò a lungo, prima di diventare papa, Pio V (1566-1572).
Si ritorna per via Garibaldi e via Matteotti, fiancheggiate da bei negozi. Piazza San Nicolò stupisce per la sua maestosità. Splendido scenario per eventi e spettacoli, la piazza è dominata dalla Basilica di San Nicolò.

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Trekking: da Ranzi al Rifugio Pian delle Bosse

Raggiunta la Piazza della Chiesa di Ranzi di Pietra Ligure si possono vedere le indicazioni Antico Sentiero del Fieno con il segnavia “triangolo rosso pieno” in direzione della Borgata di Santa Libera. Superato il borgo si raggiungono alcune vasche di raccolta acqua e si inizia a salire su un sentiero roccioso per arrivare ad una via sterrata più larga. Si prosegue sempre dritti sino a raggiungere un incrocio con una via sulla sinistra con una sbarra che porta al punto panoramico di San Martino, dove si può vedere il cippo a ricordo degli Alpini caduti, i ruderi della vecchia chiesa e la chiesetta dedicata al Santo.

Ritornando sulla strada principale si prosegue sino a raggiungere un incrocio con sulla destra una grossa struttura in pietra: la casella u cabanun anticamente utilizzata come ricovero per coloro che trasportavano il fieno e i loro animali. Nei pressi sono presenti altre caselle riunite in un giro denominato Anello delle Caselle, che può andare ad integrare questo percorso. Proseguendo per il sentiero ciottolato si raggiunge un incrocio di quattro sentieri di cui uno chiuso da una sbarra per impedirne il passaggio ai mezzi. Si prosegue seguendo il segnavia sino ad incontrare il sentiero delle Terre Alte e da li si raggiunge, attraverso un bosco, un grande prato con un’altra Casella e da qui il Rifugio di Pian delle Bosse. Da Pian delle Bosse volendo si può raggiungere in 2/2.30 h la cima del Monte Carmo, il monte più alto della provincia di Savona con i suoi 1384 metri, per il ritorno si utilizza la stessa strada.

CONSIGLI PER UNA CAMMINATA ECO-RESPONSABILE

  • portare con sè acqua (almeno 1 litro a testa) e
  • una crema solare con fattore di protezione adatto alle condizioni climatiche
  • munirsi di sacchetti per i rifiuti
  • indossare scarpe da trekking

 

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Biking: da Pietra Ligure, passando per Giustenice e Ranzi

Partendo da Piazza De Gasperi a Pietra Ligure si risale la Val Maremola lungo la strada che costeggia il fiume (via Crispi). Arrivati al bivio per Giustenice si svolta a sinistra e si prosegue fino alla frazione di San Lorenzo. Da qui si prosegue a mezza costa e lasciandosi a sinistra la frazione San Michele, si inizia una ripida salita, all’inizio asfaltata e successivamente sterrata, che porta al crinale delle Terre Alte.

Si segue il panoramico crinale su una bella sterrata e si scende gradualmente fino all’abitato di Ranzi. Si tiene la destra e si oltrepassa una chiesetta. Qui si imbocca uno stretto sentiero dal fondo ciottolato che attraversa fasce di uliveti fino a raggiungere la collina di Santa Corona. Ancora un pezzo di sterrato per sbucare fra ville e uliveti su una piccola strada asfaltata che ci riporta in centro al paese di Pietra Ligure.

Info sul percorso:
Partenza e arrivo: Pietra Ligure (SV), parcheggio Piazza De Gasperi
Dislivello: 500 m circa
Tempo di percorrenza: 2 h/ 1 h 30
Lunghezza: 21 Km
Difficoltà: Media

Durante il percorso:
La frazione di San Michele la più antica contrada di Giustenice
Una piccola deviazione:
Rio delle Slige, sulle pendici degli scogli Rossi, si unisce al Rio Rianazzo per formare il fiume Maremola che sfocia in mare a Pietra Ligure

RICORDIAMOCI
I boschi sono un’ecosistema sensibile da rispettare quando si pratica uno sport. Prima di essere sentieri per le bici questi luoghi sono la casa di tante specie floro-faunistiche.

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