Quattro passi in centro

La “pietra” (a Pria) che dà il nome alla cittadina è lo spuntone di roccia sovrastato dal castello che nell’antichità doveva sembrare ancora più imponente, quando qui si infrangevano le onde del mare. Il centro storico si è sviluppato proprio a ridosso del Castrum Petrae, eretto in una posizione strategica, scelta già dai romani per controllare la via Aurelia sottostante. Il castello fu baluardo bizantino a difesa dei longobardi, poi possedimento dei Vescovi di Albenga sino a quando, nel XIV secolo, fu ceduto alla Repubblica di Genova, da sempre in competizione con il vicino Marchesato dei Del Carretto del Finale.
Lasciandoci alle spalle il moderno Teatro Cinema Comunale, intitolato a Guido Moretti, Maestro della Filarmonica più antica d’Italia (1518), ci addentriamo nel Borgo Vecchio, sorto in epoca feudale, che ancora conserva i cinque caruggi paralleli intersecati qua e là da pittoreschi vicoletti.
Si passa sotto l’archivolto dove una targa in pietra rosa con l’ammonizione ”è proibito il passaggio dei carri e dei cavalli ferrati” ci riporta indietro nel tempo. Ci sovrasta Palazzo Leale Franchelli con i suoi splendidi soffitti affrescati.
La Porta di S. Caterina è l’unica rimasta intatta delle porte che delimitavano il borgo medievale. Alla Santa era dedicata la prima chiesa di Pietra, che sorgeva al di fuori delle mura, ma di essa non resta traccia, in quanto fu rasa al suolo nel 1860 per far posto alla linea ferroviaria.
Percorriamo via Rocca Crovara per raggiungere Piazza La Pietra, detta Piazza Vecchia, dove sorge la Chiesa Madre o Oratorio dei Bianchi, l’antica parrocchiale del IX secolo dedicata a San Nicolò. Sul campanile si conserva la campana che secondo la leggenda suonò miracolosamente nel 1525 per mano di San Nicolò, annunciando la fine della terribile epidemia di peste.

I caruggi che si affacciano sulla piazza sono ricchi di colorati negozietti e diventano ancor più incantevoli quando sono addobbati a festa. I loro curiosi nomi dialettali che leggiamo sulle targhe, sono quelli ancora utilizzati dai Pietresi. Il caruggio Guerso è “orbo” perché al suo sbocco si ha di fronte il muro della chiesa, il caruggio di Furni è impregnato dal profumo della focaccia appena sfornata, i “quattru canti” sono i quattro quartieri: u Fossu, a Nunsià, l’Aietta e a Ciassa Veggia.
Se imbocchiamo via Ugo Foscolo (il poeta passò di qui e una delle “Ultime Lettere di Jacopo Ortis” è ambientata a Pietra Ligure) o via Vittorio Veneto, ci ritroviamo nella piazza dove si affaccia Palazzo Golli, il Municipio, con un bel portale di ingresso in pietra del Finale del XV secolo. I medaglioni risalgono all’epoca romana (II secolo) e raffigurano l’imperatore Antonino Pio e la moglie Faustina.
Percorriamo via Regina per scoprire la Chiesa dell’Annunziata con la sua facciata a strisce. È sede della Confraternita di Santa Caterina e dei preziosi crocifissi lignei che vengono orgogliosamente portati nelle processioni. Risale al XV secolo e conserva al suo interno pregevoli dipinti della scuola genovese. Qui soggiornò a lungo, prima di diventare papa, Pio V (1566-1572).
Si ritorna per via Garibaldi e via Matteotti, fiancheggiate da bei negozi. Piazza San Nicolò stupisce per la sua maestosità. Splendido scenario per eventi e spettacoli, la piazza è dominata dalla Basilica di San Nicolò.

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